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Qual è la mia strategia❓

Buon sabato a tutti!

Oggi scrivo in risposta a un’email che mi è pervenuta da un nuovo lettore qualche giorno fa. Ho pensato di fare un post perché potrebbero essere informazioni utili a tutti. In poche parole andrò a sviscerare qual è il mio approccio agli investimenti.

Ovviamente non ho la bacchetta magica e la mia strategia va bene per me e non assicuro che vada bene per tutti. Infatti, investendo in gran parte in azioni, ricordo che i mercati possono avere momenti negativi anche prolungati nel tempo e bisogna quindi essere disposti a sopportare ribassi pesanti del portafoglio.

Innanzitutto ricordo qual è il mio obiettivo: CREARE UN FLUSSO DI DIVIDENDI CRESCENTE NEL TEMPO.

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Manuale dell’investitore consapevole. Incrementa e proteggi i tuoi risparmi investendo a basso rischio

Il metodo Warren Buffett. I segreti del più grande investitore del mondo

Investire For Dummies

1️⃣ La prima domanda che mi è stata fatta è come faccio ad avere un flusso di dividendi mensile, visto che gran parte delle azioni italiane distribuiscono i dividendi annualmente.

✔️ Effettivamente buona parte dei titoli staccano dividendo tra aprile e giugno (soprattutto le azioni italiane) e infatti nel report vedrai che in quei mesi ho entrate molto più alte.
Ho però anche molti ETF, certificates, obbligazioni e fondi che staccano in periodi diversi (alcuni ETF e certificates anche mensilmente). Ad esempio molti ETF staccano trimestralmente, alcune azioni semestralmente (Eni, Enel, Terna, Snam, ASTM,…), quindi al fine ogni mese ho entrate di almeno 200 euro.

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2️⃣ La seconda domanda riguarda come penso di impiegare i dividendi che vengono accreditati ogni mese. Li reinvesto o li utilizzo per vivere?

✔️ Attualmente li reinvesto. Nello specifico mi piace riprendere una delle massime di Warren Buffett, ovvero “Spendi quello che non risparmi, non risparmiare quello che non spendi”. Ogni mese, quando ricevo lo stipendio, mi do un budget di spesa e lascio quella somma sul conto corrente. La differenza va a finire sul conto riservato agli investimenti. Quindi ogni mese posso investire un importo che è dato dalla somma dei dividendi accumulati nel mese più una parte dello stipendio.

L’obiettivo è arrivare ad avere una rendita tale che, un giorno, mi possa permettere di ritirarmi dal lavoro.

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3️⃣ Terza domanda, la cui risposta ha un taglio in parte tecnico, in parte comportamentale: “i titoli li hai selezionati solo per il loro dividendo o hai anche fatto un’analisi tecnica sul prezzo del titolo e un’analisi fondamentale della società?

✔️ Esistono studi contrastanti. C’è chi sostiene che comprando l’indice azionario mondiale si ottengono i risultati migliori, che invece dimostra che i titoli ad alto dividendo hanno sempre sovraperformato.

Penso che non esista una risposta univoca, dipende dai periodi considerati nello studio. In linea generale si può dire che i titoli ad alto dividendo hanno minore volatilità, quindi reggono meglio nei periodi negativi e sono meno reattivi nei cicli favorevoli.

Detto questo e detto che non faccio analisi tecnica, la mia strategia prevede l’entrata per piccoli importi in maniera costante, come se facessi un piano d’accumulo. Attraverso l’acquisto di fondi e ETF ho un’ampia diversificazione settoriale e geografica. Spesso però non resisto alla tentazione dello stock picking, ovvero all’acquisto di singole azioni. In questo caso il rischio di errore è più alto: qualche cantonata l’ho presa, ma ho avuto anche ottime soddisfazioni.

Quando compro una singola azione guardo i fondamentali (rapporto prezzo/utile, indebitamento, leadership sul mercato, …) e ovviamente il dividend yield. Ma la percentuale del dividendo deve essere a sua volta analizzata: bisogna vedere se in passato è sempre stato distribuito, se è stabile o in crescita, se è sostenibile in rapporto agli utili. Non deve interessare un’azione che offre un dividendo del 10% il primo anno ma che poi potrebbe essere tagliato o sospeso, oppure un dividendo superiore degli utili (in questo secondo potrebbe voler dire che per staccare quel dividendo l’azienda si deve indebitare o erodere capitale sociale o riserve).

⌚️ Le cose da scrivere sarebbero tantissime ancora, ma vi ruberei ancora tempo. Aspetto le vostre domande e le vostre richieste di approfondimento alle quali rispondere nei prossimi post.

A presto!

La diversificazione fa la differenza | justETF

Non concentrare ma distribuire il rischio, ha fornito risultati positivi in diverse situazioni. Ma ciò è particolarmente valido per gli investimenti: “Non mettere tutte le uova in un paniere” sono soliti affermare i consulenti finanziari. Con riferimento agli ETF ciò significa: non concentrate tutti i vostri risparmi su un’unica classe di attività. Coloro che pensano di poter prevedere esattamente quale attività avrà performance positive nel tempo perseguono una strategia molto rischiosa. 

L’economista statunitense Harry Markowitz ha tradotto questa semplice regola in un insieme matematico di regole basato sui rendimenti attesi e sulla volatilità. 

L’approccio della diversificazione è inoltre seguito da numerose ricche e rinomate fondazioni di università americane come Harvard e Yale, al fine di ottimizzare il rapporto costi-benefici degli investimenti. Tale approccio si concentra sia su come massimizzare la performance dell’investimento (rendimento) per un rischio definito, o minimizzare il rischio per un definito obiettivo d’investimento.
  Minimizzazione del rischio grazie ad un’intelligente asset allocation La diversificazione funziona su due livelli: attraverso classi di attività e all’interno di classi di attività. L’ampia asset allocation attraverso classi di attività, come ad esempio azioni e obbligazioni, è la metodologia più semplice per ridurre il rischio delle attività. Oltre a distribuire il rischio attraverso le classi di attività, la attività all’interno di una classe di attività devono comunque essere anche ampiamente diversificate ampiamente per minimizzare il rischio di sicurezza individuale. Esempio, la vostra allocazione azionaria include numerose aziende diverse tra loro per quanto riguarda ripartizione geografica, settoriale, dimensione, stile e cosi via.
 
Consiglio di justETF: con justETF avete la possibilità di analizzare il rischio del vostro portafoglio con l’aiuto del grafico a bolle dei rischi.
La diversificazione fra classi di attività  I perdenti di oggi sono i vincitori di domani. Le classi di attività rispondono diversamente alle condizioni economiche. La diversificazione in combinazione con l’asset allocation è pertanto considerata la migliore metodologia per proteggere il vostro portafoglio da intense turbolenze di mercato. Quando il capitale di una certa classe di attività si ridurrà, con buona probabilità aumenterà il capitale di un’altra classe di attività.
 
I mercati azionari crescono durante periodi di crescita economica, mentre durante tali periodi gli afflussi di capitale verso obbligazioni sicure sono relativamente poco significativi. Durante periodi recessivi, il mercato delle obbligazioni spesso cresce quando il mercato azionario decresce.
 

Asset Allocation – Il mix di investimento nel portafoglio ETF In questo articolo potete apprendere come utilizzare l’Asset Allocation per massimizzare la performance dei vostri investimenti.
Scoprite di più sull’ Asset Allocation Diversificazione all’interno delle classi di attività Quando comincia la diversificazione? Una regola empirica dice che affinché il rischio di un singolo portafoglio possa scomparire, un portafoglio dovrebbe essere suddiviso in almeno 30 tituli. Questo significa che la maggioranza degli ETF sono già ben diversificati, in quanto replicano indici aventi più di 30 componenti. Tuttavia, ci sono delle differenze: per assicurare una massima diversificazione, gli ETF dovrebbero essere ripartiti fra varie suddivisioni geografiche e settoriali.

I mercati finanziari di nazioni e regioni individuali crescono e decrescono in tempi differenti. Al posto di focalizzarsi sul mercato domestico, distribuire il rischio attraverso diverse nazioni e regioni a livello internazionale rappresenta una saggia decisione. Al posto di focalizzarsi sul mercato finanziario italiano, gli investitori italiani dovrebbero considerare anche l’apertura verso mercati internazionali in quanto il mercato italiano potrebbe avere delle performance negative rispetto ai mercati esteri. Pertanto, una distribuzione intelligente della vostra ricchezza attraverso diverse nazioni e regioni vi aiuterà ad essere preparati al meglio per turbolenze economiche, disastri naturali e così via. 

Alcuni investitori diversificano anche attraverso differenti settori. Questo assicura che i loro investimenti non sono troppo concentrati su un determinato settore. In alcune classi di attività, il termine “settore” non è completamente applicabile, ma l’idea rimane la medesima: per le obbligazioni, significa ripartire i propri investimenti fra obbligazioni governative, obbligazioni societarie e altri titoli di debito; nelle materie prime fra metalli preziosi, agricoltura e così via. Ricordiamo inoltre che una una buona regola è quella di investire in obbligazioni che hanno scadenze differenti.
 
Consiglio di justETF: Imparate come creare un portafoglio di ETF solido in sei passi grazie al nostro articolo.
Combinare attività rischiose porta alla minimizzazione del rischio Intuitivamente comprendiamo che il rischio complessivo del portafoglio viene ridotto quando aggiungiamo un investimento a basso rischio ad un investimento rischioso. Spesso, comunque, è possibile ridurre il rischio del vostro portafoglio combinando due asset rischiosi.

La particolarità speciale della diversificazione risiede nelle correlazioni ed interazioni tra parti individuali. Se combinate due classi di attività rischiose in un portafoglio, come ad esempio azioni e oro, il risultato è anche un minore rischio di investimento in quanto azioni e oro sono negativamente correlate, ovvero seguono direzioni differenti. 

Il confronto esemplare fra la volatilità di un ETF sul MSCI World con la volatilità a cinque anni dell’oro mostra che entrambi hanno fluttuazioni verso 16,40% e 12,08%, rispettivamente. Al contrario, il portafoglio combinato ha soltanto una volatilità del 10,83% (al 02.08.2021). La bassa o negativa correlazione contribuisce alla minimizzazione del rischio.
  Confronto tra MSCI World ETF e Gold ETC sopra i cinque anni (01.08.2016 – 01.08.2021)
  iShares Core MSCI World UCITS ETF USD (Acc)    
  Gold Bullion Securities
 
Oggetto Importo
investitio (Euro) Valore
finale (Euro) Rend.
totale Rend.
annuo Rischio
(volatilità) Rend.
per rischio
MSCI World-ETF 5.000,00 9.209,30 84,19% 12,99% 16,40% 0,79
Gold-ETC 5.000,00 6.228,37 24,57% 4,49% 12,08% 0,37
Portafoglio 10.000,00 15.437,66 54,38% 9,07% 10,83% 0,84
Fonte: Ricerca di justETF; al 02.08.2021

Ci sono rischi che non possono essere catturati dai modelli e pertanto la diversificazione, come più volte ribadito, può essere una protezione molto utile.
  La diversificazione protegge contro i rischi imprevedibili Molti investitori commettono l’errore di voler prevedere tutti i rischi attraverso figure e grafici ritenuti importanti. Ma i rischi sono probabilità, ed alla fine, anche l’evento meno probabile può accadere. Il teorico delle crisi Nassim Taleb ha lavorato a tale argomento nel suo libro “Il Cigno Nero”.

La diversificazione è una buona assicurazione contro rischi non prevedibili che non sono inseriti all’interno di un determinato modello: è l’unica assicurazione che ottenete senza pagare un premio e pertanto ideale per gli investori privati! Resistete alla tentazione di investire nelle singole azioni quando i loro prezzi salgono rapidamente, in quanto le ottime opportunità sono sempre associate con un rischio più elevato.
— Leggi su www.justetf.com/it/academy/la-diversificazione-fa-la-differenza.html

The Pareto Principle In Dividend Investing – Dividend Growth Investor

Il principio di Pareto è un termine economico inventato da un economista italiano Vilfredo Pareto nel 20 ° secolo. È anche chiamato il principio 80-20, il che significa che l’80% degli effetti proviene dal 20% delle cause. Vilfredo ha osservato che l’80% della terra in Italia è di proprietà del 20% delle persone. Le idee alla base di questo principio sono ampie in più campi, compresi gli investimenti. Sono fermamente convinto che una piccola minoranza degli investimenti che faccio oggi finirà per avere così tanto successo, che produrrà l’80% dei miei guadagni di investimento nei prossimi 40 – 50 anni. Questo è il motivo per cui sono molto attento a vendere, anche se un titolo che possiedo è aumentato del 1.000%.

Ad esempio, nel libro “The Tao of Warren Buffet ” scritto da Mary Buffett, ho letto che il 90% dei rendimenti di Warren Buffett proveniva da soli 10 titoli. Ho fatto qualche ricerca, ma sfortunatamente non sono riuscito a trovare dati dettagliati dietro questo esercizio.

Per semplicità, Berkshire Hathaway (BRK. A) ha rappresentato oltre il 99% della ricchezza di Buffett. Prima del 1970, la Buffett Partnership rappresentava la maggior parte della sua ricchezza. Questa affermazione è eccessivamente semplicistica, poiché Buffeet ha dovuto prendere centinaia se non migliaia di decisioni azionarie e commerciali, che hanno composto il patrimonio netto di partner e azionisti per decenni. Ma la citazione dall’alto, ha discusso gli investimenti che hanno reso Berkshire Hathaway quello che è oggi.

Buffett ha costantemente fornito risultati eccezionali dalla metà degli anni 1950, sia per Buffett Partners che per gli azionisti di Berkshire Hathaway. Quindi, mentre Coca-Cola (KO) ha consegnato oltre $ 15 miliardi in plusvalenze e dividendi, questo non dovrebbe essere visto isolatamente. Per trovare gli 1,3 miliardi di dollari per acquistare Coca-Cola tra il 1988 e il 1994, Buffett ha dovuto passare una vita a fare soldi in molte azioni e aziende. I suoi primi investimenti in Sanborn Maps e Demster Manufacturing gli valse qualche milione nel 1960. Il suo investimento concentrato in American Express (AXP) nei primi anni 1960 ha portato ad alcuni grandi rendimenti in pochi anni. Ma questi e altri investimenti lo aiutarono a fare le quantità sufficienti di denaro per acquistare Berkshire Hathaway anche all’inizio alla fine del 1960. I problemi commerciali del Berkshire gli hanno fatto acquistare compagnie assicurative come National Idemnity, che gli ha fornito decine di milioni da investire in washington post (WPO) e See’s Candies. Quindi il punto è che i suoi risultati di investimento hanno seguito una progressione naturale delle cose.

Se hai guardato la sua partnership Buffet Partners Limited, è probabile che i maggiori contributori alle prestazioni avrebbero potuto essere Sanborn Maps, Dempster, American Express e Berkshire, oltre alle 300 – 400 situazioni speciali che ha scoperto e su cui ha fatto soldi durante i 13 anni in cui ha fatto la partnership. I profitti di ciascuno di questi investimenti sono stati utilizzati per investire nella prossima grande ondata di investimenti.

Se si guarda alle operazioni di Berkshire prima del 1990, le più grandi aggiunte sono state Insurance Operations, Cap Cities, Washington Post, Buffallo News e See’s Candies. I profitti di ciascuno di questi investimenti sono stati utilizzati per investire nella prossima grande ondata di investimenti.

Nel 1990, le operazioni assicurative, Coca-Cola, Gillette, American Express hanno contribuito principalmente alle prestazioni. Ma perché ognuno di questi investimenti è stato possibile, a causa dell’arguzia, della saggezza e del capitale, accumulati dalla precedente coorte di centinaia di investimenti dei precedenti 30 – 40 anni. Inoltre, le sue conoscenze hanno contribuito a concentrarsi molto di più sull’acquisizione di intere imprese, piuttosto che su interessi di proprietà parziali.

Nei suoi discorsi,Buffett parla di come le persone dovrebbero investire come se potessero fare solo 20 investimenti nella loro vita. La realtà è che ha fatto tutta una serie di cose, tra cui l’acquisto di mozzicche di sigaro, la partecipazione a situazioni di arbitraggio, l’acquisto e la vendita attiva di azioni, derivati e acquisizioni di imprese. Ha saputo evolversi come investitore nel tempo, e selezionare le migliori opportunità al momento,pur avendo un adeguato margine di sicurezza. Per gli investitori ordinari come te e me, tuttavia, il suo consiglio sulla selezione degli investimenti come se avessimo un numero limitato di slot nella nostra vita è rilevante.

Credo che in una tipica carriera di investitori, dei 50-80 investimenti che si fanno, probabilmente meno di 20 o giù di lì finirebbero per rappresentare la maggior parte dei guadagni degli investimenti. Anche se oggi hai acquistato partecipazioni in 100 azioni che pagano dividendi, è probabile che meno di un quarto di queste rappresenti la maggior parte dei guadagni in 30-40 anni. Questo perché le cose cambiano, le aziende si fondono, vengono acquisite, falliscono e solo poche prosperano. Ma coloro che rimangono in sella a una grande tendenza e riescono ad espandere le loro operazioni con un costante reinvestimento nel business, potrebbero offrire rendimenti eccezionali ai loro azionisti, il che potrebbe aumentare sostanzialmente i rendimenti totali del portafoglio. Se si guardano gli aristocratici dei dividendi originali del 1989, si può vedere che quelle società che almeno hanno mantenuto i dividendi hanno fatto molto meglio nel loro complesso rispetto a quelle che hanno tagliato i dividendi. Le società che hanno continuato ad aumentare i dividendi per tutto il periodo, hanno fornito rendimenti eccezionali. Se un investitore avesse venduto tali società, i loro rendimenti sarebbero stati sostanzialmente ridotti. Sarebbe stato difficile prevedere nel 1989 quale azienda sarebbe rimasta un’aristocratica e quale sarebbe caduta dalla lista.

L’importante è essere in grado di concentrarsi e scoprire le aziende che pagano dividendi di qualità con forza di resistenza. Quelle aziende con capacità di resistenza dovrebbero avere una probabilità superiore alla media di continuare a guadagnare di più e pagare di più per i prossimi 20 – 30 anni. L’acquisto di queste grandi aziende a prezzi interessanti è importante quanto identificarle in primo luogo. Pagare più del dovuto per loro è una cattiva idea. La realtà è che un investitore non deve avere sempre ragione a fare soldi investendo in dividendi.

Alcuni investimenti che farai faranno il lavoro pesante per l’intero portafoglio per 20 – 30 anni, mentre altri saranno nella media e alcuni falliranno completamente. La cosa bella degli investimenti azionari con dividendi è che il lato negativo è zero, mentre il lato positivo è illimitato. Questo è il motivo per cui è anche molto importante mantenere le società in un portafoglio il più a lungo possibile. Nel mio caso, ho imparato che è meglio semplicemente mantenere le aziende una volta che le ho acquisite e ignorare qualsiasi rumore a breve termine. Il motivo principale per cui prenderei in considerazione la vendita è dopo un taglio dei dividendi o una sopravvalutazione estrema come una vendita di azioni per 30 – 40 volte gli utili. In realtà, il rovescio della medaglia è inferiore a zero, perché una società che fallisce può finire per fornire un flusso di dividendi per diversi anni, che potrebbe finire per superare il prezzo pagato per il business in primo luogo, agendo così come uno sconto sul prezzo di acquisto del titolo. Questo è il motivo per cui anche la diversificazione aiuta, nel caso in cui l’investitore ha fatto una scelta sbagliata o le cose cambiano in peggio.

È anche interessante pensare ai rendimenti di Ben Graham, che è il padre del value investing, e che ha gestito la sua partnership Graham-Newman tra il 1936 e il 1956. Per inciso, i suoi maggiori guadagni provenivano da GEICO, che ha semplicemente acquistato e mantenuto per decenni. In realtà, la quantità di profitti di GEICO ha superato i profitti realizzati dal suo investimento di valore attivo. Il motivo per cui sto usando questo esempio è che, nonostante tutti i nostri modelli analitici per identificare investimenti promettenti, gran parte del risultato potrebbe essere il risultato della fortuna. Pertanto, un investitore di dividendi dovrebbe essere molto paziente con una società e tenerla pazientemente per decenni. Il mio studio di alcuni spin-off di qualche settimana fa mi ha anche mostrato che i rendimenti a lungo termine potrebbero materializzarsi dopo anni di mantenimento di un buon investimento che nessuno apprezza.

Dopo aver pensato al Principio di Paretto per il mio investimento in dividendi ci penso due volte prima di vendere una società, anche se è temporaneamente sopravvalutata, congela i dividendio se ci sono altri titoli relativamente più economici disponibili. Dal momento che nessuno può prevedere il futuro con precisione, credo che semplicemente mantenere la rotta sia la strada da percorrere, piuttosto che saltare dentro e fuori dalle aziende come un trader, e rendere il mio broker e lo zio Sam ricchi con i miei soldi guadagnati duramente.

— Leggi tutto l’articolo in lingua originale su www.dividendgrowthinvestor.com/2017/11/the-pareto-principle-in-dividend.html

Stock picking, un antidoto contro l’incertezza

“Per le banche centrali l’aumento dell’inflazione è un fenomeno transitorio, legato alla ripresa economica, e il tapering sarà graduale”. Gilles Guibout, gestore del fondo AXA WF Framlington Italy, AXA Investment Managers, sottolinea che “tuttavia, per i mercati ci sono segnali che alimentano la possibilità di un’inflazione più persistente”.

L’esperto spiega che “le preoccupazioni per una crescita più lenta abbinata a un aumento dell’inflazione hanno riportato l’avversione al rischio. Dopo sette mesi di rialzo ininterrotto, a settembre l’emergere di uno scenario di stagflazione (debole crescita economica abbinata a un aumento dell’inflazione) ha avuto la meglio sull’ottimismo degli investitori. La crescita economica più lenta e le preoccupazioni per il settore immobiliare cinese stanno pesando sulle prospettive di utili per le società. Le interruzioni nelle catene di approvvigionamento, l’effetto ‘collo di bottiglia’, e l’aumento esponenziale dei prezzi dell’energia stanno alimentando la possibilità che l’inflazione sia meno transitoria del previsto, anche se le banche centrali hanno confermato che la riduzione del programma di riacquisto di asset (tapering) sarà graduale”.  

Il gestore rileva come “sui mercati finanziari questo cocktail dal sapore amaro abbia provocato un simultaneo calo dell’obbligazionario e dell’azionario. Le utility e i tecnologici hanno registrato i maggiori ribassi, penalizzati dalla lunga durata e, nel caso delle utility, dalla volontà di alcuni governi di limitare l’aumento dei prezzi dell’energia elettrica per il consumatore finale (a scapito delle società)”.

Il manager prevede che “segnali tangibili di rallentamento della ripresa economica in Cina e negli Stati Uniti potrebbero pesare sui mercati azionari, soprattutto perché le inquietudini sul livello dell’inflazione sembrano aumentare e le banche centrali mantengono la loro volontà di ridurre i programmi di riacquisto degli asset entro la fine dell’anno. Le riunioni dei banchieri centrali continueranno a catturare l’attenzione degli investitori che nelle prossime settimane le scruteranno alla ricerca del minimo segnale di un possibile cambiamento delle politiche monetarie. Anche i prossimi risultati trimestrali saranno esaminati per misurare l’impatto dell’aumento dei costi e di eventuali mutamenti nelle prospettive di crescita”.

“In questo contesto incerto – conclude Guibout – ci sembra quanto mai importante mantenere una buona diversificazione per poter far fronte a scenari diversi. Continuiamo ad essere selettivi nella scelta dei titoli e privilegiamo le società che offrono un reale potenziale di crescita del fatturato e/o dei margini, unica garanzia della capacità di generare risultati e pagare dividendi nel tempo”.
— Leggi su www.advisoronline.it/asset-manager/gestori-e-mercati-finanziari/62407-stock-picking-un-antidoto-contro-l-incertezza.action

💥 FAAMG e DIVIDENDI – Quale azione entrerà nel mio portafoglio? Le migliori azioni tecnologiche

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Bitcoin, l’ETF sui futures potrebbe essere un flop

“Per anni la comunità Bitcoin ha fantasticato su quando un ETF Bitcoin sarebbe stato quotato negli Stati Uniti”. Mads Eberhardt, cryptocurrency analyst per BG SAXO, rileva che “L’ETF è stato molto atteso per diversi motivi ma in modo particolare perché consente agli investitori negli Stati Uniti di ottenere esposizione a Bitcoin attraverso il loro normale conto di intermediazione basato su un quadro normativo senza le incombenze di gestione tipiche dei Bitcoin”.

L’esperto spiega che “confrontando gli ETF con gli ETP, negoziabili in più parti del mondo, gli ETF sono spesso in grado di offrire una commissione di gestione più competitiva rispetto agli ETP di criptovaluta, riducendo al contempo il rischio per gli investitori in caso di insolvenza dell’emittente. Dal momento che negli Stati Uniti i Bitcoin rappresentano attualmente il mercato delle criptovalute più influente, la quotazione degli ETF è stata molto attesa, con più emittenti che hanno cercato l’approvazione per un ETF nel corso degli anni. Finora, ogni proposta è stata respinta dalla SEC. Ma con più ETF approvati in Canada e MicroStrategy quotata negli Stati Uniti che agisce in una certa misura come una sorta di ETF a causa del loro considerevole tesoro di 114.000 Bitcoin, la SEC ha dovuto cedere”.

“Giovedì scorso – ricorda l’economista -sono iniziate a circolare voci credibili secondo cui la SEC non avrebbe bloccato il lancio di ETF sui futures su Bitcoin di ProShares che anzi avrebbe iniziato a essere scambiata questa settimana. Venerdì, dopo la chiusura del mercato azionario, la voce è stata confermata poiché l’ETF sui futures è stato quotato sul sito Web della SEC per iniziare a negoziare sulla Borsa di New York, a condizione che non si presentino reclami dell’ultimo minuto da parte della SEC. L’ETF sui futures non ha ricevuto l’approvazione formale dalla SEC, ma inizierà semplicemente ad essere negoziato poiché le regole stabiliscono che si può fare se non vengono sollevate obiezioni ora che saranno trascorsi 75 giorni dalla presentazione iniziale per la quotazione dell’ETF. Dalle voci alla conferma, il lasso di tempo è stato particolarmente breve, quindi sembrava che stesse venendo fuori dal nulla. Secondo le voci e la conferma della stessa settimana scorsa, Bitcoin è passato da circa 57.500 (BTCUSD) chiedendo venerdì vicino a 62.500, vicino a nuovi record”. 

“Nonostante questa situazione – constata l’analista – l’ETF Bitcoin basato sui future si rivelerà probabilmente meno importante di quanto sperano i sostenitori della criptovaluta. Ciò è dovuto principalmente all’ETF che detiene futures su Bitcoin che devono essere rinnovati con un rendimento negativo alla scadenza di ogni contratto (il costo annuo totale aumenta fino al 5% – 10% in aggiunta alla commissione di gestione) piuttosto che detenere Bitcoin ‘fisici’ che l’ETF memorizza”.

Inoltre, “i future su Bitcoin potrebbero non avere lo stesso prezzo dei Bitcoin detenuti fisicamente, esponendo potenzialmente gli investitori a un premio di prezzo. La commissione di gestione più bassa per gli ETF Bitcoin è stata precedentemente riconosciuta, ma ciò non avvantaggia gli investitori che detengono ETF future su Bitcoin. Per alcuni investitori tutto questo rende effettivamente la detenzione di ETF futures meno rischiosa ma piuttosto costosa. Per questi motivi, l’ETF probabilmente non attirerà molti investitori a lungo termine, presumibilmente rendendo l’ETF dei futures meno influente su Bitcoin del previsto”.

“L’ETF sui future – prosegue il manager – potrebbe probabilmente portare a una maggiore fiducia da parte della SEC che in prospettiva potrebbe pensare di rilasciare un ETF spot, come ritengono molti sostenitori della criptovaluta. Sebbene ciò possa essere vero, ci sono notevoli differenze tra un ETF spot Bitcoin e un ETF futures. Una in particolare: i Bitcoin fisici devono essere detenuti da un custode, il che aumenta il rischio di perdita tramite attacchi di hacking o errori di scambio. Inoltre, i Bitcoin devono essere acquistati, venduti e conservati in un ambiente altamente non regolamentato, in particolare sui fornitori di servizi cripto-finanziari nativi, cosa con cui la SEC probabilmente non è a suo agio”.

“Per la SEC, questi fattori possono rappresentare un ostacolo significativo alla quotazione di un ETF spot. Ad esempio, la SEC ha posticipato le scadenze di quattro domande di ETF spot Bitcoin a novembre e dicembre di quest’anno”, conclude Eberhardt.
— Leggi su www.advisoronline.it/asset-manager/gestori-e-mercati-finanziari/62450-bitcoin-l-etf-sui-futures-potrebbe-essere-un-flop.action